VOGLIO UNA DANZA
- 26 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Sara Ferraglia
si presenta ai lettori del blog secondo le regole stabilite IN QUESTO POST

Se fossi un porto sarei un porto immenso per accogliere e abbracciare un'umanità
sempre più disperata, divisa, disastrata.
Se fossi un animale sarei un bradipo per assaporare il piacere della lentezza.
Se fossi un uccello sarei un'aquila reale, per osservare il mondo da lassù dove lo sguardo è ampio, senza confini e muri.
Se fossi una pianta sarei un antico sicomoro dall'immensa chioma al centro di una piazza e vorrei che riposasse sotto la mia ombra tutta l'umanità sperduta.
Se fossi una canzone sarei La cura di Battiato.
Se fossi un film sarei No other land.
La mia autrice preferita è Wislawa Szymborska
La mia citazione preferita è Uomini uguali sulle stesse rotte, orme noi siamo in strade di passaggio dalla mia poesia Il presepe dal mare.

VOGLIO UNA DANZA
Ladolfi editore – aprile 2023
Sinossi
La raccolta di poesie di Sara Ferraglia è ricca di tematiche, la cui ispirazione germina da un identico magmatico mondo di sentimenti e di affetti. La varietà, pertanto, va interpretata come apertura alla realtà multiforme e variabile con la quale l'essere umano si trova a relazionarsi quotidianamente. Il rapporto sottostante non è quello dello studioso e neppure del cronista, ma è frutto di una personale "simpatia" (secondo il significato greco del termine "provare sentimento insieme"), cioè di una capacità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona per mezzo di un'intesa partecipazione emotiva. (…) “La poesia deve essere una festa dell'intelletto” sosteneva Paul Valery e Sara Ferraglia estende questo concetto al lato pratico: la poesia deve essere condivisione della bellezza della vita.
Pertanto il titolo Voglio una danza altro non è che un irrefrenabile desiderio di bene.
Voglio una danza
Voglio una danza di trecce intrecciate
Rosse le vesti e le labbra infuocate
Capelli grossi capelli fini
Cuori lontani e cuori vicini
Voglio tessuto di sorellanza
Nessun confine nessuna distanza
Che il tuo dolore nel sangue piegata
Inondi e segni la mia giornata
Che se la treccia qualcuno ci scioglie
Per soddisfare violenza e voglie
L'affoghi un mare di neri capelli
Trafitto il cuore da lunghi coltelli
Trecce d'intreccio che il tempo è arrivato
Che sia sepolto il patriarcato
Empatia
Mi chiedi perché scrivo una poesia
se sulla carta poi non la trascrivo,
se non contratto con l'editoria,
se non firmo i miei libri dal vivo.
Non posso farlo se non so chi sono.
Mi chiamo Sara oggi ma domani
Indio dell'Amazzonia,
Inuq del Polo,
all'alba bianche, la sera nere mani.
Ma se un giorno cambiasse sulla via
il mio pensiero come cambia il vento
chiamerei il mio libro "Empatia"
e a me stessa direi "te lo presento".

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